Carlo B. – Narrare Improprio

Nero

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Cos’è che scava nei lunghi pomeriggi invernali il nero che nascondiamo così abilmente? La noia, le lunghe ore senza scopo che scorrono, una uguale all’altra, trascinando la mattina in notte e la domenica in lunedì? La solitudine di sentirsi tagliati fuori da chissà quale festa scintillante alla quale non siamo mai invitati, troppo vecchi o troppo giovani, o troppo di sinistra o di destra? Il sentirsi in faccia gli occhi di chi si aspetta così tanto da noi: risposte giuste, scelte importanti, azioni irriprovevoli?

O sono i piccoli spruzzi di ormoni che il nostro cervello sbaglia a ordinare alle sue fabbriche viscerali? Un ondeggiare leggero nella penna di chi scrive quanta endorfina e ci si ritrova a guardare al mondo come a un aprile crudele. Così leggeri, vacui, i nostri pensieri, che non hanno vita propria, ma che obbediscono alla chimica che ci reagisce dentro.

O siamo noi? Forti di volontà e libera scelta che non si accontenta di essere quello che è. Come se il senso delle cose fosse qualcosa che sta dentro, un nocciolo di pesca da trovare sotto la buccia della realtà?

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Written by Carlo

08/11/2009 a 15:13

Pubblicato su Nero

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