Carlo B. – Narrare Improprio

Visitando il museo Guggenheim

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La lumaca che avevamo in giardino da piccoli, risplende ingigantita e bianca, arrampicandosi in spire lente fino alle nuvole. Kandinsky mi ha insegnato oggi la crudeltá del bianco e delle geometrie senza cuore, ma anche l’universale racchiuso in un punto – tensione e risoluzione – rosso, se suona una tuba.

La sinestesia di suoni colorati, colori rumorosi, che il russo ha inseguito tutta una vita non l’ho vista. Ho visto davvero l’alfabeto nuovo che ha creato, lasciandosi dietro il mondo che vediamo, riconoscibile.

Ho visto anche opere di cui la descrizione, scritta in caratteri minuscoli, grigi su grigio, difficili da decifrare, mi ha affascinato piú dell’opera stessa:

“Come giovane artista che definisce la sua carriera all’inizio del XXI secolo – in un momento di profonda riflessione e crisi globali – la Kraus mette in scena il trend verso il degrado e il caos conosciuto come entropia, trovando una bellezza funerea nel fallimento letterale e simbolico della forma”.

Non sono sicuro di capire, ma rimango affascinato dai suoni e dal vago senso di finale che ci aleggia sopra.

http://www.guggenheim.org/

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Written by Carlo

15/11/2009 a 05:06

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