Carlo B. – Narrare Improprio

Finale

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Si avvicinano le feste, anche quest’anno. Meno di soppiatto del solito, verrebbe da dire. Si sentono nell’aria il freddo invernale e asciutto e, in lontananza, la neve che svogliatamente copre le cime oltre la finestra. É strano il Natale in un paese dove i cristiani sono minoranza, immaginavo.  Inveco no, ci sono le stesse luci e gli stessi fiocchi ai negozi. La voglia di vendere é piú importante.

E quest’anno si sente il cambiamento che si aggira silenzioso alle nostre porte sbarrate, aspettando tranquillo. Lo sa bene che prima o poi toccherá a lui. Non sono in generale un tipo lacrimoso, o almeno mi piace pensarlo. Non posso fare a meno, peró, guardando la mia scrivania, i miei colleghi, la mia tazza del caffé, di pensare che fra pochi giorni non saranno parte del mio quotidiano.  Che le mie giornate cambieranno spazi, tempi e abitudini.

Anche quello che non sopportavo, ora che sta per finire, mi sembra di vederlo in color seppia, o bagnato da un tramonto ambra che lo rende adorabile. Non che l’anno nuovo mi riservi chissá quali sorprese: guarderó per ore  un altro schermo, picchiando su un altra tastiera, in un altro ufficio. Aspetteró la pausa pranzo e la pausa sigaretta. Ma ogni gesto giornaliero dovrá cambiare: una passeggiata piú lunga fino all’ufficio, nuovi palazzi oltre le tende gialline, parole diverse nelle mie mail.

E persone diverse intorno a me. Nuovi abitudini da imparare, nuovi danze rituali che dovró padroneggiare e in fretta se non voglio, per errore, pestare i piedi ai nuovi capi, inimicarmi i nuovi colleghi, stranire le nuove segretarie. Sembra tutto cosí arbitrario. Quali siano i gesti giusti e le cortesie accettate. Fino a che punto si debba essere formali o informali. Chi lo decide? Qual é il criterio? Forse tutto sembra arbitrario se ne hai viste abbastanza versioni. Chi dice che i pantaloni siano da uomo e non un jallabia o un gonnellino di paglia? Perché stringersi la mano invece di abbracciarsi, o inchinarsi tre volte, o baciarsi in bocca, o leccarsi i capelli?

Ci sono due possibilitá: o il cambiamento é solo una carrellata veloce sull’infinito caledoscopio di possibile variazioni su un tema, tutte diverse, ma tutte uguali, moltiplicate all’infinito. O ha una direzione, cresce verso qualcosa, come le piante verso la luce. Nego con forza che noi abbiamo un qualche ruolo. Se lo avessimo, sarebbe colpa nostra quando non ci piacciono le nostre vite, quando siamo in un vicolo cieco.

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Written by Carlo

10/12/2009 a 09:51

Pubblicato su Tempo

2 Risposte

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  1. Se non avessimo nessun ruolo, non esisterebbero i rimpianti. La possibilità di scelta nel cambiamento definisce la nostra umanità: non siamo piante che crescono solo verso la luce.

    giancarla

    10/12/2009 at 12:54

    • Si. Il mio negare non e’ altro che negare l’evidenza per evitare una responsabilita’

      Carlo

      10/12/2009 at 13:40


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