Carlo B. – Narrare Improprio

Pianto

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Piangeva, piangeva continuamente. Al mattino, appena alzata, sotto le coperte, mentre si faceva una doccia calda. Piangeva prima di addormentarsi e spesso anche in sogno. E i suoi sogni erano sempre lo stesso: camminava sola su una strada illuminata, in discesa. Intorno era buio, anzi non c’era niente intorno. Come se il mondo finisse dove arrivava la luce del lampione. E per quanto lei camminasse, la discesa non finiva mai, continuava dritta e ben illuminata per chilometri e chilometri, finchè non si svegliava piangendo. Ogni notte, per settimane, camminava fino a consumarsi le scarpe,  senza scoprire dove la discesa portasse o a che cosa. “Sto diventando matta” pensava. E col tempo iniziarono a pensarlo anche i suoi genitori, gli amici che non sapevano più cosa fare per consolarla. Lei voleva bene a tutti, parlava e ascoltava i consigli ragionevoli che le arrivavano da medici, parenti, preti. Ma era come voler cambiare il tempo con la forza del pensiero. Se piove, piove. E allo stesso modo, piangeva.

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Written by Carlo

14/02/2010 a 11:12

Pubblicato su Racconti

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