Carlo B. – Narrare Improprio

Oasi

leave a comment »

Camminava in silenzio, occhi al selciato. Sentiva sopra la testa le lampade di via de Servi che ora lo illuminavano, ora lo lasciavano blu scuro, come il resto della piazza in fondo e delle case. Le chiazze di luce erano piccole oasi in un deserto freddo, diverso da quello a cui era abituato. Strinse i pugni e non pensò al deserto vero, al caldo insopportabile. Doveva essere semplice, gli avevano detto, vai, molli la roba e ti becchi i soldi. Ma in quella stradina del cazzo non c’era nessuno. Erano due ore che andava su e giù. Come faceva a sapere se bisognava aspettare o sparire alla svelta. Mica era uno del mestiere. Se non fosse stato per l’affitto e quella stronza della padrona che se sgarrava di due giorni chiamava i vigili, col cazzo si sarebbe messo in questo guaio. Gli sembrava di essere come le pietre della strada. A volte felice, con un po’ di soldi in tasca, due giorni dopo al buio, sull’orlo di diventare un delinquente. Bastava nulla, una giornata a negozio che Ahmed non gli pagava, e non sapeva come sfangarla. Era come a casa sua. Se non pioveva erano tutti nei guai. E allora guarda in su e spera. Guarda in su e prega. Sputò a terra.

All’angolo apparse un tipo con un impermeabile. Gli passò accanto e si senti tirare indietro. Eccoci, pensò, ora mi ammazzano.

– Allora, ce l’hai? – gli disse quello

Tirò fuori una busta stropicciata e senza dire nulla continuò a camminare. Andava tutto bene. Ancora due oasi, ed era apposto. Saranno cinquanta metri, calcolava, e poi sono in piazza e nel buio chi mi vede. Guardava a terra e ascoltava il silenzio. Lampione, buio, lampione. Passarono due vigili e gli si fermò il cuore. Ridevano e si davano delle gran manate sulle spalle. Porca troia, pensò. Avrebbe voluto essere un sasso, uno dei datteri caduti a terra. Porca vacca. I vigili gli passarono accanto senza neanche vederlo. Buio, piazza, svoltare veloce l’angolo e poi correre fino a che non gli fanno male i polmoni. Non si vedeva i piedi tanto era scuro. Non sapeva neanche se stesse correndo o stesse fermo in un angolo, a maledire, a far finta di non piangere.

Annunci

Written by Carlo

24/02/2010 a 22:19

Pubblicato su Racconti

Tagged with , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: