Carlo B. – Narrare Improprio

Sig. Lanni

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Faceva un caldo infernale nella stanza e fuori nevicava. Fiocchi come pepite che scivolavano giù in silenzio, straniti. Tutte le strade imbiancate e i rumori si sentivano appena. Sedeva alla finestra da quasi quattro ore. Aveva visto il grattacielo immerso in un tramonto maestoso, ripetuto tante volte quante le centinaia di finestre a specchio. Poi lentamente le luci artificiali: bianche, verdi, rosse, blu, come una seconda esplosione. Ogni piano illuminato a giorno, tanto che si distinguevano le figure di altri noi camminare, cambiare ufficio, chiacchierando. Sembrava non facessero altro che trasportare fascicoli, documenti importanti, come facchini di lusso. Muoversi e chiacchierare: al telefono, in riunione. Che mestiere doveva essere quello. E poi, lentamente, partendo dal basso, le luci si erano spente. Prima a gruppetti piccoli, timorosi, poi sempre più sicuri, interi piani che diventavano neri. Al portone un fiume di impiegati ticchettava sui marciapiedi verso treni e supermercati e famiglie e letti. Rimanevano poche stanze accese, alcune vuote. Avrebbe voluto alzarsi, cucinare qualcosa, ascoltare della musica, ma non poteva. Era incollato alla finestra ad osservare ogni minuscola cella di un alveare. Contava le telefonate di chi doveva lavorare con paesi che si stavano svegliando. Creava nuove costellazioni con le finestre rimaste accese. Un’orsa maggiore? Orione? Le univa in configurazioni sempre più complesse iniziando una sua mitologia. Avrebbe potuto continuare all’infinito. Improvvisa, sentì la chiave nella porta.

– Eccomi qua signor Lanni – disse – non l’ho fatta aspettare troppo, no? –

Se avesse potuto parlare, il signor Lanni, brutta stronza di un’infermiera. Se solo avesse potuto muoversi.

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Written by Carlo

02/03/2010 a 22:35

Pubblicato su Racconti

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3 Risposte

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  1. bello. mi ha fatto un pò male..profondo,troppo vero.

    Silvia

    03/03/2010 at 11:21

  2. Breve ma intenso, con un finale perfetto.
    Mi ricorda alcuni racconti di Isaac Asimov, sia per le atmosfere sospese che per la composizione.
    Mi è piaciuto molto.

    lalla

    04/03/2010 at 08:45

  3. Grazie a entrambe! 🙂

    Carlo

    04/03/2010 at 09:17


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