Carlo B. – Narrare Improprio

Cooperanti

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A tutti gli amici cooperanti ancora là fuori, che vanno avanti nonostante tutto

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La mattinata vaga di un lunedì mattina non prometteva nulla di buono. Lo sapeva. C’era nell’aria un vento e una luce eterei, senza ombre. Odiava la burocrazia. Aveva imparato a sospettarne da piccolo e non aveva mai smesso. Utile, ma in definitiva male necessario. Si avvicinò al caseggiato color crema, dello stesso colore di tutte le stazioni, gli uffici comunali e le scuole del paese. Così pallide e inoffensive, da fuori. “Ufficio Anagrafe” in lettere rosse su campo oro. Sospettoso e sorridente, per forma e cortesia, si avvicinò al bancone in legno ricoperto di opuscoli e formulari.

-Dovrei rinnovare la carta d’identità –

Una signora di mezza età dai lunghi e vaporosi capelli rossi sorrise. Buon segno, pensò Marco. Se sorridono è sempre un buon segno. Riempì dei moduli, consegnò le quattro fotografie che lo ritraevano un po’ stupito e spaesato e sorrise, a rinforzare l’altro sorriso. Siamo amici. Di cosa mi preoccupo, pensò.

-Altezza? Segni particolari? Colore degli occhi? –

Sapeva tutte le risposte, ed erano facili da dire.

-Professione? –

-Cooperante – si lasciò sfuggire.

-Nel senso che lavora alla Coop? –

-No, voglio dire, sono un operatore umanitario –

-Capisco. –

Marco capì l’errore quando il sorriso che li univa svanì e gli occhi della signora si fecero piccoli mentre scorrevano un lungo menu a tendina che i suoi occhiali riflettevano dal vecchio schermo.

-Non esiste. –

Si guardarono impotenti per un tempo lunghissimo, incerti. A Marco sembrava di guardare una di quelle scene dove l’eroe scivola giù da una montagna e il suo compagno non ha le forze per tenere la corda. E tutti e due sanno cosa succederà.

-Lasciamolo vuoto, tanto non serve, è solo per statistica –

Annuirono, Marco felice di aver scampato l’odissea di dover spiegare il suo lavoro e la signora felice di non doversi alzare per chiedere delucidazioni al capo ufficio nell’altra stanza. Quello che faccio non esiste. Una piccola bugia, in fondo, per coprire la distanza che separa due mondi.

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Written by Carlo

23/06/2010 a 09:19

Pubblicato su Racconti

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3 Risposte

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  1. Capita sempre… anche quando per sposarmi sono andato in Comune… il suo lavoro non esiste, metto dirigente? No, lasci stare. Nel senso… vuoto.

    fab

    23/06/2010 at 09:30

  2. A onore della cronaca bisogna dire che il sistema dell’Anagrafe italiana non è aggiornato e solitamente segue uno schema classico di classificazione delle professioni. Ci sono sicuramente quelle per cui è previsto un albo, quelle generiche (operaio, impiegato, dirigente ecc) e tutte quelle artistiche (fotografo, scultore, pittore ecc). Ci sono alcune professionalità che sfuggono a delle classificazioni perché sono troppo variegate anche al loro interno. Che cosa vuol dire cooperante? Un esperto veterinario che li propongono di fare il suo lavoro in un paese estero, magari in un paese “in via di sviluppo”, remunerandolo adeguatamente, è un operatore umanitario, oppure un professionista che svolge il suo mestiere in un altro paese diverso dal suo?

    Ismail Ademi

    23/06/2010 at 09:35

  3. ovviamente e’ successo anche a me ma non avrei saputo raccontarlo cosi’ bene! Grazie Carlo !
    ciao
    f.

    francesco

    29/08/2010 at 09:00


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