Carlo B. – Narrare Improprio

Rieccomi qua

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Ora si. Una bella scrivania nuova, bianca, grande più di ogni altra. Degli scaffali mogano scuro alla mia destra che arrivano al soffitto. Altri scaffali dietro di me (ancora tutti vuoti). E una sedia da ufficio, modello dirigenziale, nera in pelle che dondola e scivola su delle rotelle (swooooshhh….). E’ vero che ci ho messo un po’ a risistermarmi la vita. E ancora siamo ben lontani. Ma non così tanto da giustificare un silenzio di quasi un mese. Mi chiedo perchè non abbia scritto.

Eliot, The Waste Land: “APRIL is the cruellest month, breeding/Lilacs out of the dead land, mixing/Memory and desire, stirring/Dull roots with spring rain.”

Aveva proprio ragione. Aprile è il mese più crudele. Non l’aprile del calendario. Un aprile personale, che può cadere in qualsiasi mese dell’anno, in tutti gli anni o solo ogni decade. Il mese in cui l’inverno è finito senza scampo e con lui tutte le vecchie abitudini, schemi mentali, speranze, sogni, cioccolate calde. E il mese in cui i nostri piedi ricominciano a muoversi, in cui devono imparare a ballare rapidi su altre musiche. C’è un attimo forse in cui i due si guardano faccia a faccia, il vecchio e il nuovo. Un momento di stasi completa prima che la primavera inizii a pompare acqua alle radici e ci faccia fare nuove amicizie, nuove esperienze. Come sulle montagne russe, quando siamo esattamente in cima alla punta più alta, ma ancora fermi. Ancora un attimo, ci viene da pensare, non sono mica pronto a buttarmi giù in questa discesa micidiale. Un attimo solo, un secondo, un po’ più di tempo per capire, pensare, adeguarsi, prepararsi e tanti altri verbi che finiscono con la particella riflessiva. E invece niente, la discesa, l’aprile, il nuovo anno, una nuova vita, la nuova scuola, il nuovo lavoro, un nuovo amore, arrivano tutti sempre inattesi e con forza ci strappano l’aria dalla bocca e ci buttano giù a capofitto non si sa in che cosa.

Mi verrebbe da dire: eccomi sono pronto. Ma l’ho già scritto così tante volte su questo blog che inizio a essere scettico su me stesso. Mi sembra di essere sempre sul punto di risolvere chissà cosa. Aspetto sempre il mio Aprile e ne annuncio orgoglioso i segni, chiarissimi, alle porte. Arriverà. Lo sento. Domani. Stasera. Maledetto Aprile, dove cazzo sei?

APRIL is the cruellest month, breeding
Lilacs out of the dead land, mixing
Memory and desire, stirring
Dull roots with spring rain.
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Written by Carlo

23/07/2010 a 16:49

Pubblicato su In-splora

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