Carlo B. – Narrare Improprio

Settembre, cadono le foglie

leave a comment »

C’è nel sole di fine agosto un rimpianto, un rimorso. La luce che fino a ieri era gialla, insopportabile, con un mezzogiorno tirato fuori da uno spaghetti western, è diventata bianchiccia, pallida, neanche l’ombra di quello che era. E il sole lo sa. Ti guarda come un cane con gli occhioni lucidi che non sa spiegarti perchè è invecchiato tanto più in fretta di te e adesso non ce la fa più a correre e giocare. Vuole solo starsene in cuccia e possibilmente dormire in pace. E tu rimani lì, con la tua voglia d’estate più o meno intatta, come uno scemo che non c’ha capito niente.  Sempre in ritardo di almeno qualche mese sugli eventi. Ah Settembre! Quanti progetti devo iniziare (e finire) a Settembre! Tutto cambierà a Settembre! Arriverà Settembre e con la schiacciata all’uva ci porterà tutte le cose nuove che aspettiamo. Mi viene da ridere, un po’. Ma probabilmente è un bene avere delle piccole illusioni, piccole magie, che ci rendano questo trascinarsi più leggero, spezzato in blocchi regolari e lisci. Estate, riposo, ozio. Settembre, ripresa, attività. Dicembre, Natale, regali. E poi anche questo 2010 ce lo siamo lasciati alle spalle. Come dice mia nonna: Eh! chiamalo! è qui! Che non capisco mai se voglia dire che ancora è lontanissimo o invece che ormai è alle porte. Forse vuol dire un po’ tutti e due. Che il tempo è sempre lontano, ma mia così lontano da non poterci raggiungere.

Settembre, cadono le foglie, si tornava a scuola e si studiavano a memorie le poesie del Carducci. Gira sui ceppi accesi, lo spiedo scoppiettando, sta il cacciator fischiando, sull’uscio a rimirar… Me lo immagino vestito di marrone scuro, con un gilet polveroso, appoggiato allo stipite di una porta, piccola, su una strada di campagna mentre beve il suo bel bicchiere di vino, questo cacciatore Settembrino solo per me. E mi immagino, a Settembre, la solitudine del mare rimasto vuoto, senza più palloni, lettini, materassini, canottini, e castelli di sabbia da tirare giù. Per questo penso che chi va al mare d’inverno lo fa un po’ anche per pietà verso di lui. Per non lasciarlo lì da solo tutto un anno.  E poi c’è l’umore da fine estate che saprei riconoscere ad occhi chiusi. Quella sensazione leggera di malinconia che ti prende al basso ventre quando parcheggi la tua bicicletta tutta rugginosa per l’ultima volta e ti rimetti in macchina. E la gente che rimane tutto l’inverno, a guardarti con un misto di invidia e superiorità. Vabbè, sai che noia al mare sempre. Va a finire che non lo vedresti neanche più. Va a finire che diventa normale, il mare.

Annunci

Written by Carlo

28/08/2010 a 11:27

Pubblicato su Tempo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: