Carlo B. – Narrare Improprio

In preda a piccole paralisi quotidiane

with 2 comments

Il vuoto che mi circonda è così solido da ridurmi all’immobilità. Ho la borsa a tracolla e il cancello aperto e non mi muovo. Come i miei pappagallini che liberavo due, tre volte a settimana solo per vederli ritornare alla gabbia bianca dove erano cresciuti. O, ancora di più, senza neanche un fuori immaginato dove potersi avventurare. Come se fossi ingessato all’interno, mani, braccia, gambe ferme di riflesso. Il sole e il suo rosso sulle cime dei pini qua davanti. Le guardo colorarsi, avvampare e poi solidificarsi in rocce blu cobalto che si confondono con il cielo, sfarinate in mille biforcazioni sempre più sottili. Così diversi gli alberi da quelli che disegnavamo a scuola: dritti, simmetrici. Aspetto di muovermi senza fretta, guardo i miei piedi che mi guardano fiduciosi, come cani con il guinzaglio fra i denti. Vorrei potermi alzare e portarli a spasso. Invece questo tavolo, questa penna, questo foglio, tutto lo trasformo in un paravento, una difesa contro il buio, la notte. Il silenzio che in agguato mi aspetta.

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Written by Carlo

13/09/2010 a 09:55

Pubblicato su Nero

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2 Risposte

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  1. meraviglioso. asciutto. terribile.

    mrrdi

    13/09/2010 at 11:36

  2. grazie. grazie. grazie.

    Carlo

    16/09/2010 at 07:21


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