Carlo B. – Narrare Improprio

Time machine

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Per motivi di cui non parlerò, prendo la sorprendente decisione di pulire la mia macchina. Mi sveglio stamattina con in testa una canzone, going slightly mad, e prima di fare colazione sono dentro la mia macchina a buttare ricevute del ’99, scontrini di quando le torri gemelle c’erano ancora, e confesso, anche 100 lire. Non euro, lire. E’ stato un salto indietro a dieci anni fa. Ho trovato una ricevuta per una multa presa quando andavo all’università. Vigili romagnoli del ca***. Parcometro scaduto alle 16:30, multa alle 16:45.

Più di tutto però mi ha sconvolto il mio vano portaguanti. O meglio, il mio vano portaguanti-primi-anni-2000. C’erano delle musicassette. Avete presente? Musica che ascoltavo allora, non molto diversa da quella d’oggi. Forse un po’ più idealista e impegnata: Guccini, Branduardi, ma anche Sigur Ros, Ligabue, un po’ di Carmen Consoli. E poi trovo una cassetta di Sade  con una dedica:

“Questo è amore puro! Quando sentirai la sua voce te ne innamorerai e non potrai più fare a meno di fare colazione con questa musica. Ti voglio tanto bene” e una firma. Perchè proprio colazione mi sono chiesto? Era forse una cosa nostra, mia e di chi mi ha regalato la cassetta? Facevamo colazione insieme? Ho passato mezz’ora a studiare la firma. Finisce con una a. E’ una ragazza, donna ormai. Dovrebbe iniziare con una B. ma potebbe essere anche una S o una G. Frugo fra i nomi delle mie (non tante vi assicuro) ragazze di allora. Non ce n’è nessuna con cui ascoltavo Sade a colazione o che iniziasse per B o per S o per G. Che cos’è questa cassetta? Chi si è preso la briga di registrarmi “Smooth Operator, No ordinary love, kiss of life”?

Mi sembra di aver derubato due persone. Me per primo che mi sono perso un pezzo della mia storia. C’era qualcuna a cui importavo abbastanza da perdere un’oretta buona a farmi un nastro, e io non me la ricordo più. E poi anche lei, insomma. La vita ha poi voluto che ci separassimo, immagino, e le nostre vite sono lontane, e bla bla. Ma il nome, una faccia almeno! Una battuta che facevamo sempre, che ne so, almeno se ci eravamo baciati o se era solo una di quelle amicizie (comuni un tempo) in cui se uno beve un po’ di più chissà come va a finire. Niente.

Se ci sei, là fuori, B…a o G….a o S….a, lo so che ti chiedo tanto, e che non mi merito neanche uno sputo in un occhio, ma aiutami! Fammi ricordare! Raccontami di quando mi regalasti la cassetta, di come andavamo a prenderci qualcosa da bere dopo e poi una pizza e poi chissà come va la serata, ma stiamo bene insieme e siamo giovani e niente ci importa apparte questo e forse gli esami la settimana prossima e questa nebbia che non passa mai. E dammi la mano mentre camminiamo che fa freddo. E stringimi.

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Written by Carlo

29/09/2010 a 08:26

Pubblicato su Cose Interessanti

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