Carlo B. – Narrare Improprio

Luna artificiale

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La domenica pomeriggio era fredda e scura. Un bicchiere in frantumi su un pavimento bagnato. Le schegge di vetro che si ignoravano a vicenda, come sconosciuti, sparse per tutto il salotto, fin sotto il tavolo, il divano, la credenza in legno. E fuori grigio su grigio all’orizzonte, oltre la piazza e il campanile, grigio, ovunque, solido come colla. E poi Marco non disse nulla. Si guardò le mani incrociate e i piedi zuppi e non disse nulla. Vide la lampadina che ronzava nella stanza come una falena e lasciò che sbattesse contro tutte le finestre, tutti i quadri brutti che le pareti contenevano. E vide la luna artificiale appesa accanto alle persiane: piena, luminosissima. Proiettava il suo cono di luce fin sulla strada in basso, senza fretta. Ma non smuoveva ugualmente le maree e gli animi dei disperati.

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Written by Carlo

12/12/2010 a 22:23

Pubblicato su Racconti

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