Carlo B. – Narrare Improprio

Archive for gennaio 2011

Incontri

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Un dolore tenue partiva dall’incavo dell’indice e si stendeva in entrambe le direzioni: verso la falangina e verso la mano. Niente di più. Guardava Maria che se lo mangiava con gli occhi  al di là del tavolo,  ascoltava i discorsi sul calcio e beveva il suo bicchiere di vino. Tutto pensando solo al suo dito indice. Una fissazione. Così prese il coltello che stava infilato nel portapane e con un tonfo se lo staccò.  Il sangue sulla tovaglia bianca di lino formò tante piccole isole. Isole che gli ricordavano la micronesia. Stramazzò a terra nel silenzio attonito dei commensali che cercavano con gli occhi il dito mancante. Fu così che lo conobbi. Ci siamo sposati l’anno scorso. Di lui, più di tutto, mi piace la spontaneità.

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Written by Carlo

28/01/2011 at 23:01

Pubblicato su Racconti

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Ascoltanto i Sigur Ros

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Ascoltando i Sigur Ros mi capita di pensare che la lista delle cose che vorrei fare è infinita e continua ad allungarsi. Vorrei andare a vivere a New York ed esserci di casa, conoscere la gente giusta e essere chiamato a tutte le feste. Vorrei innamorarmi perdutamente di nuovo e fare cose stupide (di nuovo?) per qualcuna che quando mi dice “partiamo domani mattina”, lo dice seriamente. Vorrei non perdermi in un bicchiede d’acqua, saper scegliere cosa mi va di fare. Vorrei essere un famoso scrittore, si. Oppure un famoso qualcosa, ma non calciatore (non ho speranze), né sportivo in genere. Vorrei aver avuto vent’anni nel ’68. Niente AIDS, pillole contraccettive e sesso libero. E ideali a colazione, pranzo e cena, come fossero veri.

Riesco a scrivere solo di quello che penso in questo momento. Se provo a riflettere su qualcosa, tutto diventa confuso. Perchè e questo l’hanno già detto, e questo è retorico, e quest’altro non ha più senso, quello ormai è indicibile per l’uomo moderno, e quell’altro ancora fa troppo snob. Perchè ora uno ha un blog e si sente in dovere di dire cose inteligenti, ma via. Non scherziamo.

In questi giorni mi è capitato, per vari motivi, di rileggere alcune poesi di Pascoli. E non mi sono piaciute granchè (come la prima volta che le avevo lette più o meno). Ma “L’assiuolo”. Ragazzi, l’assiuolo.

 

Written by Carlo

14/01/2011 at 22:28

Pubblicato su Cose Interessanti