Carlo B. – Narrare Improprio

Una casa in una casa in una casa.

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Mazara

Vende case. Facciate di case. Piccole facciate di case colorate in terracotta, con finestre, scuri, persiane. Tutte allegre, di gente alla mano, buona, che se hai fame un pezzo di pane lo trovano. Si direbbe. Un carretto che non si è mai mosso e il mare dietro.

Sul lungomare il 1 Gennaio non c’era quasi nessuno. E lui lì, cocciuto. Mi chiedevo se non avesse un altro posto dove stare, una famiglia, degli amici. Passavo a Natale per andare dagli zii e lui vendeva case. Capodanno, San Silvestro. Sempre sorridente, allegro, chiacchierone. Pasqua, Ferragosto. Cambiava l’abbigliamento, più spesso o più sottile con le stagioni, ma lui no. Solo la sera, quando rientravo dall’ufficio tardi, quasi le nove, solo allora lo vedevo che tirava un telo bianco sopra le sue case, le legava strette con delle corde da mare e si intristiva. Un volto serio, nuovo, gli si dipingeva addosso. E diventava silenzioso mentre si allontanava a piedi, solo, come una casa vuota.

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Written by Carlo

01/01/2012 a 16:46

Pubblicato su Racconti

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