Carlo B. – Narrare Improprio

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Eterno Agosto

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Troppo, troppo caldo: appiccicoso. Il ritmo del ventilatore fuori tempo. Gli spaghetti afosi. La stanza ancora più piccola e gocciolante di sudore. Se avesse avuto un lavoro con delle ferie non ci avrebbe pensato due volte: mare, ombrellone, spritz sulla spiaggia.

Invece, il computer acceso sbuffava. Continuava a sommare e sottrarre spese aeroportuali, tragitti fantasiosi e linee aeree imbarazzanti. 79 euro più tasse per Palermo solo andata. Oppure il nord. Billund, regione dello Syddanmark, 120 euro tutto incluso. Oppure l’oriente stemperato degli inglesi: Paphos per 100 euro tondi. Non scriveva neanche i nomi o le date. Cliccava a caso sulle destinazioni e gli aeroporti mentre fuori il sole consumava le persiane, seccandone la vernice verde fino al tramonto.

Passava le sue serate ad ammaestrare la disperazione della città in ferie. Cena, repliche di telefilm e siti di viaggi. L’estate 2012 se la sarebbe ricordata così. Quasi un disco incantato che si rigira le stesse sei battute. Aveva la disoccupazione a riempirgli i pensieri e a fare in modo che non si accorgesse dello schema ricorrente.

La mattina, Centro per L’impiego, che era la sua spiaggia. Fresco, un sacco di gente nuova da conoscere. Ci passava ore a scambiarsi ricette con le signore rumene, discutendo di pallone con un signore calvo che nell’87 era procuratore per una squadra di serie C1. Faceva la fila, sapendo la risposta: ‘ma lei non l’ha licenziata nessuno. Cosa possiamo fare?’ Niente, diceva lui, niente. E tornava a sedersi al fresco dell’aria condizionata, si toglieva le ciabatte e si stiracchiava leggendo il giornale del quasi pensionato che gli parlava dei suoi quasi vent’anni di lavoro. Le mattinate filavano via perfette, fresche, spensierate.

I pomeriggi, invece, erano la sua età adulta. Si macerava nel diniego: io non sono disoccupato, sto aspettando l’occasione. Poi la rabbia: questa società di raccomandati, vecchi inamidati alle loro poltrone. Poi la depressione: non cambierà mai, non c’è futuro. E infine l’accettazione ataràssica: la vita è così, alcuni riescono, altri falliscono, non è un dramma, è il corso delle cose. Dopodiché ricominciava con i siti di viaggio. Fuerteventura 275 euro, Cork 220, Marrakesh 240. Aveva gli occhi iniettati di rosso e la schiena indolenzita gli dava l’illusione di aver faticato tutto il giorno. E di meritarsi il riposo e quella birra ben ghiacciata in frigo. E che in fondo tutto andasse come avrebbe dovuto. E che presto agosto sarebbe passato. E, invece, Agosto non passa mai.

Written by Carlo

18/07/2012 at 12:33

Pubblicato su Racconti

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Belle Epoque

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Non credo che dopo la grande guerra, che sarebbe scoppiata dopo soli 5 anni, si sarebbe potuto immaginare un luogo tanto dolce, delicato, capace di ospitare solo felicità semplici e té e biscotti al tramonto. La realtà lo tradì irrimediabilmente. Tutti dovremmo passeggiare sotto questo colonnato, con degli amici poco lontani, i quali ci aspettano e sono felici che siamo venuti – inaspettatamente – a trovarli. Ovvio che un posto così non esista. Se guardate bene assomigliano un po’ alle colonne degli Uffizzi, ma non c’è l’Arno dietro.

Lo trovate ancora per qualche giorno a Palazzo Strozzi.

Written by Carlo

13/07/2012 at 10:45