Carlo B. – Narrare Improprio

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immagine-1Ascolto Guccini di nuovo, dopo anni. Che voce ha Guccini! Non forte né mastodontica. Piuttosto, semplice: inconfondibile. Ritornano gli anni passati dell’università. Un’amica mi diceva che anche a lei riporta quegl’anni sereni e duri, freddi di studio e caldi di amori. Ci si può affezionare ad una certa malinconia come ad una canzone. Ad un tramonto fra i colonnati di città lontane, pieni di passeggiate a tirare tardi e birra. Poi, di colpo, tutti abbiamo degli orari inflessibili, lunghi, lunghissimi, e camminiamo veloci, stretti ai muri, occhi a terra. E tutto fila via, i giorni insieme agli amici persi, agli amori. Siamo comodi, su binari dritti. Ci è chiesto di pedalare, a fatica, sputando sangue. Pedalare a dritto, senza pensare. E noi pedaliamo sorridenti.

Se dovessimo mai deragliare, ci mancherebbe la fatica. Saremmo impantanati nella tundra sconfinata che stringe questi binari da ogni lato. Soli. ‘Benedetta gabbia del canarino, non aprirti mai’ ripetiamo ogni sera. ‘Fammi arrivare alla fine, senza mettermi alla prova”.

 

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Written by Carlo

10/12/2012 a 22:33

Pubblicato su Nero

Una Risposta

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  1. Le sfumature di certi pensieri che si intrecciano tra ricordi, malinconia e fatica del vivere, rendono questo breve racconto interessante e piacevole al lettore

    Ti auguro una serena giornata
    Salutoni
    Sentimental

    sentimental

    05/03/2013 at 06:54


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